Una serie di fattori, fra i quali l’alto livello di trigliceridi, lo sbilancio fra colesterolo HDL e LDL e le iperglicemie anche leggere, innescano una serie di fenomeni che portano alla occlusione parziale dei vasi. Si parla di microangiopatia se i vasi in questione sono piccoli (particolarmente seri possono essere i danni agli occhi, ai reni e alle estremità) e di macroangiopatia se l’occlusione riguarda grandi vasi. L’occlusione di grandi vasi (per esempio l’aorta e le coronarie) può portare a crisi ischemiche e infarti. Il distacco di una parte della placca che chiude le arterie è invece la causa dell’ictus, la chiusura di una arteria cerebrale.
Cuore
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Il diabete di tipo 2 va seguito soprattutto perché aumenta di molto il rischio di ictus e infarti, eventi assai più probabili dei temuti esiti delle altre complicanze. Due articoli di Modus apparsi sul numero 17. 
E sul numero 24 spiegano i problemi e i rischi e le soluzioni possibili. 
Prevenzione Il sito di Progetto Cuore permette di valutare il tuo rischio di infarti e ictus e dà importanti consigli per prevenirla. 
Sul sito www.diabetenograzie.it la pagina più richiesta è quella che permette di determinare il proprio rischio cardiovascolare. Basta cliccare. 
La macroangiopatia e l'ipertensione sono due complicanze del diabete che è bene conoscere per prevenirle e curarle in maniera adeguata.
Quali test bisogna fare per controllare e notare in anticipo ogni possibile problema al cuore e alle arterie? Ecco una semplice scheda . 
Una chat con l'esperto dedicata ai fattori di rischio: Fumo, pressione, colesterolo, trigliceridi e soprattutto a come prevenirne l'aggravamento. 
In generale L'insulinoresistenza è una condizione multiforme che, se da un lato agisce sulla glicemia, dall'altra colpisce i vasi sanguigni anche quando la glicemia viene mantenuta normale. "Diminuire l'insulinoresistenza protegge il cuore" dice il prof. Stefano Del Prato svelandoci I segreti dell'insulinoresistenza
Lo studio DAI svolto su molti Centri italiani ha dimostrato che è opportuno inserire in una 'corsia speciale' e trattare in maniera intensiva le persone con diabete ad alto rischio cardiovascolare. 
Un recente studio riferisce che il test della glicemia a digiuno, da solo, tralascerebbe i 2/3 dei pazienti con rischio cardiovascolare, mentre potrebbe essere più utile il ricorso al test da carico orale di glucosio (OGTT).
La cardiopatia ischemica è una condizione patologica dovuta all'insufficiente irrorazione sanguigna del cuore da parte delle sue arterie "nutritizie", le coronarie. La macroangiopatia diabetica, contribuendo a determinare le alterazioni delle arterie coronarie, rende più frequente e più precoce questa malattia.
Fattori di rischio cardiovascolare Una lunga e non sempre semplice intervista al professor Chiarelli sui complessi rapporti che portano dal diabete alla aterosclerosi . 
I rapporti tra ipertensione e rischio di ictus.
Diabetici: attenzione al cuore un intervento di Edoardo Gronda, responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia Clinica e Terapia dello Scompenso Cardiaco presso l'IRCCS Humanitas. 
Le iperglicemie anche lievi dopo pranzo aumentano i fattori di rischio delle complicanze macrovascolari (ischemie, ictus, infarti ecc.). Si veda in proposito l’articolo dal titolo Digerire con il cuore.
Il riconoscimento precoce dei fattori modificabili di rischio cardiovascolare nei diabetici può facilitare l’identificazione dei pazienti ad alto rischio per i quali si renda necessario un miglioraramento dello stile di vita, prevenendo così lo sviluppo delle complicanze.
Coagulazione Le alterazioni nella coagulazione del sangue sono un aspetto poco noto del diabete e della sindrome metabolica. 
Terapie farmacologiche La scoperta di nuovi principi attivi e la rivalutazione di farmaci già esistenti permette ai diabetologi di impostare terapie farmacologiche sempre migliori per il diabete e per gli altri aspetti della Sindrome metabolica. 
Una notevole mole di studi ha dimostrato che l'assunzione regolare, in piccole dosi, di aspirina riduce i rischi di infarto, angina, ischemia, sia nei diabetici, sia nei non diabetici.
Tenere sotto controllo la pressione arteriosa può essere il fattore chiave per prevenire le malattie cardiovascolari nei diabetici, e gli ACE inibitori appaiono i mezzi migliori a tale scopo.
I benefici delle statine per abbassare il colesterolo ai pazienti ricoverati per attacco cardiaco, può sostanzialmente aumentare la loro possibilità di sopravvivenza.
La somministrazione di fenofibrato ha rallentato l'evoluzione dell'aterosclerosi nei diabetici di tipo 2 e ha dimostrato di poter ridurre del 23% il verificarsi di eventi clinici quali il decesso o l'infarto del miocardio.
Infarto Parlare di prevenzione è giusto, ma cosa accade quando arriva una ischemia o un infarto? Se si interviene in tempo con terapie urgenti adeguate è possibile sopravvivere all’infarto. Ma occorre sottoporsi in tempo a questi interventi e poi prevenire un altro evento adottando un controllo metabolico meticoloso. 
Dopo un infarto l'esercizio fisico è ancora più importante, ricorda Massimo Orrash. 
I giovani a cui è stato diagnosticato il diabete nel corso dell’infanzia possono mostrare segni premonitori di malattie cardiache fin dall’adolescenza. Il modo migliore per prevenire l’evolvere di malattie cardiache potrebbe essere un controllo più rigido del diabete.
L'esercizio fisico è importante nella prevenzione dell'infarto anche in pazienti ad alto rischio. 
Scompenso cardiaco Spesso le coronarie non c’entrano e il cuore perde colpi perché le pareti muscolari perdono ritmo e potenza, spiega un articolo di Modus. 
Le 4 chat Ogni martedì alle 21 sul sito http://www.le4chat.it un esperto è in linea per parlare via chat dei vostri problemi e dei vostri successi. La trascrizione delle 150 chat finora tenute sono a disposizione alla pagina http://www.le4chat.it/testi. Su questo tema segnaliamo in particolare queste chat: Al cuore si comanda: come individuare misurare (e ridurre) il rischio cardiovascolare con Pietro Putignano. 
Ultima modifica: 24/03/2006
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